Poco più di un anno

LAFINEDELMONDO

E’ inutile farla troppo lunga. E’ inutile prolungare l’agonia. DitoNelGorilla si ferma qui. Non ce ne vogliano coloro che ci hanno amato e ci amano tutt’ora, presi singolarmente o tutt’insieme come un ente uno e trino.

Siamo partiti, siamo arrivati. Neanche troppo stanchi per dire la verità, ma per essere il mare c’è bisogno dell’acqua, per essere luce del sole, per essere vento bastano i fagioli.

In questo tormento di Soli e Fagioli, lasciano tutto cosi com’è, con la consapevolezza che un giorno, lontano da ora, i nostri figli (per chi di noi non è sterile) o le nostre menti malate da anziani potranno repentinamente riprendere l’avventura.

Nell’ultimo saluto, con gli occhi “piedi” di lacrime, vi lascio qualche link legato a progetti portati avanti da ciascuno degli autori singolarmente o che anche solo ci piacciono, qualcuno più affine al Dito o a Dio, qualcuno meno, qualcuno proprio che non c’entra niente. Tuttavia le nostre esperienze poi, sono comunque confluite qui dentro, e voi ne avete preso parte.

Citando un caro esponente del Partito per l’Estinzione Volontaria della Razza Umana: “l’ultimo spenga la luce”.

PS: Di seguito una serie di link dove ciascuno segue in qualche modo il suo progetto:

http://ilpoteredelpane.tumblr.com

http://facebook.com/travellersband

http://myspace.com/travellers

http://www.myspace.com/apiermattei

Toccate i tasti giusti

INTERATTIVO

Ogni tanto mi ricordo che esiste il Dito e che soffre di solitudine. Di certo quale migliore occasione per tornare a sproloquiare se non l’attuale situazione politica rimescolata dalla vittoria dei SI al referendum e dalla meno recente, ma non troppo, vittoria della sinistra alle amministrative.

Del caso Pisapia si era già parlato in tempi non sospetti in questo articolo, anche se la stampa ufficiale attribuisce a Mentana l’espressione “La breccia di Pisapia”. Non ci lamenteremo. Ci basta la soddisfazione di averci visto giusto, in qualche modo.

Per quanto riguarda i referendum, non mi fermo nel merito della vittoria, non troppo almeno.

La questione dell’acqua è sacrosanta ed è uno schiaffo alla politica tutta.

La questione nucleare mi tocca da vicino per la mia “enorme” fiducia nella scienza. Tuttavia, anche volendo superare l’incidente di Fukushima, voi ve lo immaginate il nucleare gestito dal clientelismo e dalla mala efficienza delle strutture italiane ? Se persino in Giappone le aziende sono state reticenti su certi argomenti, come si può pensare di farlo meglio in Italia ?

Per quanto riguarda il legittimo impedimento, credo sia stato l’unico voto “contro” Berlusconi e direi che sia anche sufficiente a fargli capire che deve smetterla. Anche se non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

Di certo l’aspetto più interessante di queste tornate elettorali e referendiarie è costituito dalla mobilitazione mediatica attraverso i social network che ha contrastato ampiamente, e superato in quanto a potenza, la forza della televisione, per l’occasione nullificata più del solito.

Questo fenomeno mi porta al seguente ragionamento: se prendiamo il vecchio schermo TV come strumento di potere, come bastone del comando, come oppio che ottunde le menti, non è che essendo il Web (chiamiamolo così per comodità) assai più potente della TV finirà per essere solo una dose più alta di oppio o addirittura un nuovo tipo di sostanza ?

Domanda da sociologia spicciola insomma, finirà il Web per fare la fine della TV, passando da uno strumento di comunicazione, conoscenza e persino insegnamento (si pensi alla trasmissione del maestro Manzi contro l’analfabetismo nel dopoguerra) a uno strumento di ottenebrazione dell’intelletto e di controllo ?

Credo che a questa domanda si possa controbattere in diversi modi:

Si può obiettare che i contenuti non sono passivi come per la TV quindi stimolano la curiosità e l’interesse piuttosto che la mera assuefazione ai programmi. Certo, se dovessi prendere ad esempio le milioni di pagine che vengono condivise su facebook del tipo “se ti sei svegliato storto allora condividi”… mi viene da recidermi il prepuzio.

Si può sostenere che comunque c’è una parte di rete che vigilerà sulla sua libertà, ma questo esiste anche per la TV tutto sommato, con reti indipendenti e/o variegate.

Si può dire che sono due strumenti affatto paragonabili.

Io credo solo che dipenda da quanto siano bravi a vendercela.

Seguitemi in quest’ultimo ragionamento poi vi lascio in pace.

Da bambino ero il deputato a cambiare canale, il telecomando non c’era ancora quindi se si era a tavola, in genere, mi si chiedeva di fare un giro nei canali. C’erano pochi tasti, poche scelte, ma sostanziali.

Poi è arrivato il telecomando, molto più comodo, e la schiavitù aumenta vendendoci i 99 canali (come le 99 cannelle della fontana aquilana) e senza il dover alzarsi dal tavolo. L’uomo inizia l’atrofia. I bambini perdono il lavoro.

Adesso abbiamo ancora il telecomando, che è simbolo di scelta, di libertà, con migliaia di canali di tutti i cazzo di paesi del mondo, ma attenzione perchè il telecomando è di SKY. Hai già fatto una scelta senza rendertene conto! E prima di fare altre scelte che sono solo un contentino!

Ora, pian piano arriva Internet direttamente sulla TV. Condividi Bruno Vespa.

Avete mai provato a usare Apple TV per cercare di digitare qualcosa sullo schermo con il telecomando? Ti passa la voglia. E dire che Apple è cosi brava con l’usabilità…

Io credo che il vero pericolo sia che ci tolgano la tastiera, tenetevela stretta. Non cedete al sonno delle Tv che vanno su Internet.

PS: Riguardo alla tornata elettorale aggiungo: ok il vento sta cambiando, non mi pare il caso però di assomigliare a banderuole.

Il saggio dice…

CATASTROFE

Oggi viaggia su Facebook, e nella Blogosfera più in generale, un collage di foto molto interessante. In buona sostanza un blog, Non Leggerlo, mette alla berlina i due giornali vicini al Premier italiano evidenziando come, nonostante tutte le principali testate del mondo riportino la notizia del possibile, e in tal caso imminente, disastro nucleare in Giappone, Libero e il Giornale parlino della casa a Montecarlo di Fini con titoli quadrupli.

A pensar male si fa peccato, però ci si prende.

Mi dico, è chiaro che difenderanno il nucleare a spada tratta. Questo governo ci sta già mangiando su, non si può fermare. Ma dove…

Mi dico, non è possibile che abbiano omesso una notizia del genere, cercala. La trovo. Sia su Libero che su Il Giornale. Un po’ in mezzo. Mi concupisce la seconda, quella de Il Giornale. Non c’è niente da fare, sono malato.

TITOLO de Il Giornale su quello che sta avvenendo in Giappone: “La paura non deve fermare il nucleare”.

SOTTOTITOLO de Il Giornale su quello che sta avvendendo in Giappone: “La catastrofe alimenta i pregiudizi”.

Ora, io sono stato sempre tendenzialmente dubbioso verso il nucleare. Intendo dire che ero e in parte sono dubbioso in senso opposto alla norma, non ero contrario (adesso si), anzi… ma chissà, non sono così competente. Quindi il mio punto di vista, in questo senso, è più che genuino. Ho sempre cercato di avere una Ragione con la R maiuscola sull’argomento, ma questo è troppo…

Il sottotitolo è a dir poco orripilante. Il termine CATASTROFE etimologicamente sta per Grande sconvolgimento della natura; Rovescio. Il termine PREGIUDIZIO, più intuitivo, sta per Falsa opinione precedente dal giudicare prima di conoscere bene la cosa. Prima del giudizio, appunto.

E’ evidente come possiamo assimilare il termine catastrofe a quello che gli anglosassoni indicano nei contratti come “Act of God”, Atto di Dio.  Un elemento che prescinde del tutto il controllo umano. E che quindi per loro natura non possano in alcun modo portare a pregiudizi perchè è impossibile prevedere la cosa. Un pregiudizio su un Atto di Dio è tautologico. E’ sempre vero in quanto falsa l’opinione prima del giudizio.

Quindi mi si dice che io mi devo fidare del Governo, qualunque governo, che vuole il nucleare perchè sebbene la cosa non fosse prevedibile, e in Giappone se lo prendono in culo, noi siamo più smart dei giappo e non ci faremo fregare da qualche tsunami.

Come la Casa dello Studente a L’Aquila che era fatta con cemento e sabbia di mare.

Solo qualche babbeo de Il Giornale poteva scrivere una cosa simile e la cosa peggiore è che molti non ci faranno neanche caso. E molti altri, invece, saranno assolutamente d’accordo.

Vaffanculo.

Il potere del pane

TERZOESCLUSO

C’è da dire da principio che con gli avvenimenti di queste ultime settimane ci sarebbe da scrivere 6 enciclopedie e non certo un post, ma si fa poi quel che si può.

Di sicuro l’ondata di “rivoluzioni” nel Nord Africa, e in Egitto in particolare, apre uno scenario del tutto nuovo sul panorama mondiale. Credo che sia stato Prodi a dichiarare, ieri, che questo sarebbe il momento azzeccato per ampliare l’Europa a Sud. Credo che questa volta si possa essere d’accordo con guance di mortadella.

Data la situazione italiana in relazione ai suddetti moti è chiaro ancora una volta “in più” che le rivoluzioni si fanno, come dice il titolo, quando manca il pane. Per il momento in Italia un panino imbottito, sia esso dal fascistissimo prosciutto piuttosto che dalla proletaria e comunista mortadella di Nutiana memoria, non lo si nega proprio a nessuno. Anzi si può fare anche il bis.

Eccolo allora “il potere del pane” che a tavola non manca, dell’inedia indecente e totalizzante oltre che paralizzante. I morsi della fame però sono sempre dietro la porta, bisogna essere pronti.

Ed ecco allora l’assurda idea dei conduttori TV, se mai ci fosse rimasto qualcosa che non sia stato ancora distrutto della TV pubblica, alterni. Come le macchine. Come i giorni. Il martedì un conduttore di sinistra, il giovedì un conduttore di destra. Mercoledi Coppe, Sabato Trippa!

La cosa in sè, ancorché attuabile, è evidentemente risibile. Chi dovrebbe certificare che un conduttore è di destra o di sinistra? E che in ordine? Meglio prima quello di destra e prima o dopo i pasti ?

Vedete, in merito a quest’idea di certo si possono fare tante considerazioni perchè appunto è talmente assurda, oltre che comica, che davvero uno si può chiedere da dove abbia avuto origine. Come minimo per scommessa… tipo “Una poltrona per due”.

Al di là delle elucubrazioni che uno può fare, però, di certo la cosa terribile, che balza inevitabilmente ai nostri occhi da questa proposta, è la piena fede nel mezzo televisivo (a ragione o torto, anche se credo più a ragione) come strumento di propaganda.

Obnubilando le coscienze con trasmissioni che puntualmente smentiscono quanto riferito 2 giorni prima, producendo la convivenza di A e non A, producendo una coesistenza di stati di informazione che poco si allontana dal Gatto di Schrodinger, si arriva al Tutto. O al Niente.

A quel punto, forse, una televisione che dice sempre la stessa cosa come quella delle reti Mediaset, acquisisce un valore aggiunto di credibilità. E’ rassicurante.

E il pranzo è servito.

Cambi di programma

IMMOBILI

Il Nord Africa in fiamme. Dopo la Tunisia di Ben Alì parte la protesta nell’Egitto di Mubarak, redivivo faraone di quest’impero con slanci, ma altesì decadente. Questa volta le maglie della censura egiziana, delle sue terribili carceri, probabilmente non riusciranno a stringersi. Spero solo di riuscire a partire a metà febbraio, come preventivato. Per una qualche assurda ragione il Cairo l’anno scorso non m’è bastato e mi manca proprio. E ritrovarmelo in fiamme, in qualche modo, per chi mi conosce, mi solletica non poco.

Passiamo alle note spiacevoli. Per onestà intellettuale devo ammettere che la condizione di queste persone è davvero tragica rispetto alla nostra, è la loro, davvero, può essere chiamata “Protesta del Pane”. Li la maggior parte della gente ha poco di che mangiare e, sebbene possa vivere dignitosamente, un occidentale non accetterebbe la loro condizione come dignitosa.

Punti di vista.

Io stesso mi sono lamentato del loro tipo di Bidet.

Comunque, a me Santoro mi avrebbe anche rotto i coglioni, però così come abbiamo i Fede, i Minzolini (che ricorda una sgrullata, no? Da “minzione” ovviamente), quell’altro come si chiama, insomma se abbiamo questi faziosi, mi domando, ammesso che Santoro lo sia, perchè non possiamo averlo ? Mi si dirà, si ma quello è servizio pubblico! A costoro, io rispondo che il servizio pubblico è tanto quanto in una logica di mercato come le reti private, una logica che loro HANNO voluto. In questa logica Santoro fa 7 milioni di telespettatori e i suddetti detrattori, se non si vogliono contraddire, non devono rompere i coglioni. Se rompono i coglioni, vi autorizzo a menarli. Dite proprio che vi ho autorizzato io in questura.

Tornando a sopra, che mi sono perso, dicevo…avete visto la telefonata di ieri del DIRETTORE GENERALE che dovrebbe essere uno che ne sa a pacchi, contro Santoro. Ma che si credeva. Ma poi che figura ridicola ha fatto, dissociandosi da una cosa che non ancora avveniva, con la voce che gli tremava. Almeno i cazzo di censori fascisti la voce ce l’avevano ferma.

La domanda è questa, Ok, forse non patiamo la fame e già mi sono risposto, ma perchè noi non stiamo con i forconi per strada ? Ma ci fa così ridere tutto ?

Oggi Berlusconi ha detto che lui NON FUGGE dai giudici.

Che devo dire. Siete dei coglioni (senti chi parla). Perchè proprio vi lasciate prendere per il culo oltre l’umana comprensione, o compressione ?

Avanti, reagite, creatività!

Buonanotte. Madre Notte. Come Vonnegut.